Elettra in una foto promozionale.
Elettra in una foto promozionale.

ELETTRA e un EP lungo 14′ DENTRO LA MIA TESTA

elettra 14' dentro la mia testaCon molta onestà abbiamo tutte e tutti, almeno una volta, desiderato di entrare nella testa di un’altra persona: per leggere dentro, per vedere cos’è che rimane intrappolato o nascosto, per capire e carpire la nuda verità… o no? Probabilmente consapevoli del fatto che il risultato non ci sarebbe poi così piaciuto. Ma se c’è una cosa intollerabile è proprio l’esatto contrario di questo desiderio: non vorremmo mai che qualcuno invadesse quello spazio senza permesso, svelasse tutti i nostri pensieri senza suonare il campanello prima di entrare. Eppure, nel suo nuovo EP “14’ dentro la mia testa”, Elettra decide volontariamente di condurci per 14 minuti, letteralmente, dentro la sua testa, come suggerisce il titolo.

Facendo qualche passo indietro, il primo incontro di Elettra con la musica avviene attraverso la danza, che le apre un nuovo scenario (o forse sipario). Inizia un percorso presso l’Accademia Bottega del Suono di Marcello Cirillo grazie al quale fa esperienza del palco e anche di un tour estivo. Pochi anni dopo avviene invece l’incontro con il blues, durante il periodo insieme alla cover band Monkey Blues, approccio da cui decide di non separarsi. Nel 2017 incontra Leonardo Angelucci con il quale inizia a collaborare, fino all’anno seguente in cui iniziano, infine, le registrazioni del suo primo lavoro. “14’ minuti dentro la mia testa” costituisce il suo esordio da solista.

Con “14′ dentro la mia testa” Elettra offre 4 brani per viaggiare dentro le emozioni, di qualunque natura esse siano

E nella sua testa c’è una strada (“In tangenziale”), ci sono imprecazioni (“Maledetto”), anche buon auspici (“Ti auguro una cagna”), e materiali fragili (“Vetro”). Forse in testa Elettra has the blue devils, mentre racconta cosa significa essere una donna, mentre comunica blues feelings e mentre si lascia scoprire. Infatti, la cantautrice romana si definisce una blueswoman per vocazione, o almeno per 14 minuti. A quanto pare la ricerca non è quella della celebrità, che può durare per chiunque almeno 15 minuti, così almeno credeva Andy Warhol.

Elettra sfida le leggi del pop e lo fa con un minuto in meno.Così scopriamo che il silenzio la consola, che è morta e poi risorta, che misura tutto al grammo e che il suo orologio forse non funziona bene. Spero però, cara Elettra, che la “cagna” della tua canzone sia strettamente in stile “Boris” e non in senso dispregiativo del termine, o potrei conservare delle riserve riguardo il tuo, non troppo riuscito, malaugurio. Ironica malinconica, Elettra offre ad ogni modo 4 brani per viaggiare dentro le emozioni, di qualunque natura esse siano. Che bastino quindi 14 minuti per sperimentare la celebrità?

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