Carola Rovito, Lorenzo Bulgarini, Marco Bressello, Gabriele Bianchini e Jacopo Angeleri sono i Diecicento35.
Carola Rovito, Lorenzo Bulgarini, Marco Bressello, Gabriele Bianchini e Jacopo Angeleri sono i Diecicento35.

I DIECICENTO35 scelgono la canzone popolare per l’album SECONDO ME.

A distanza di tre anni dal fortunato esordio “Piano B”, la band torinese Diecicento35 ha pubblicato il suo nuovo lavoro. Carola Rovito, Lorenzo Bulgarini, Marco Bressello, Gabriele Bianchini e Jacopo Angeleri tornano ascoltando anche le esigenze della nostra discografia contemporanea. Ecco che allora i suoni più rock di “Piano B” non vengono messi da parte, ma ridimensionati per fare spazio a un tono più leggero e dinamico. Così “Secondo Me” prende il suo posto all’interno di quel mare ormai immenso che è il pop italiano di oggi. Niente a che vedere con la sfera indie però. Semmai ci troviamo di fronte a un accostamento tra il pop e la canzone popolare italiana.

“Secondo Me” è quel tipo di disco che può essere definito democratico, a partire dal titolo che i Diecicento35 hanno scelto. Espressione questa che infatti esprime la loro voglia di mettersi in gioco come band senza però avere la prevaricazione di qualcuno a discapito degli altri. Una sorta di patto interno tra i membri della band, che decidono così di prendere il meglio delle loro identità e fonderle per il bene del progetto. Si può capire anche solo dal fatto che a scrivere i testi sono stati Lorenzo Bulgarini e Marco Bressello, ma a dare loro voce è Carola Rovito. I Diecicento35, numero anch’esso simbolico per la band, trovano la ragion d’essere proprio in nome di questo patto.

“Secondo Me” dei Diecicento35 può essere definito un album democratico.

Ma non solo. “Secondo Me”, vuole essere anche un invito all’ascoltatore. In un mondo come il nostro, che cede facilmente alla critica, ognuno può dire la sua con la libertà che gli è dovuta. Un concetto talmente diretto ed efficace che dimostra come la semplicità e la leggerezza non devono essere scambiati per banalità. Oltre alla qualità di poter essere definito un album democratico, “Secondo Me” è sicuramente un lavoro ben curato. I Diecicento35 sono stati scrupolosi nella composizione dei dieci brani, con arrangiamenti attenti e testi che sicuramente hanno bisogno di un secondo ascolto per essere apprezzati.

I due singoli che hanno anticipato l’uscita di “Secondo Me”, sono una testimonianza di quanto detto. “La Fine Del Mondo” è un brano emozionante in grado di trasportare l’ascoltare nelle giuste atmosfere. Ma è “Come Me” che a nostro avviso può essere indicato come brano simbolo di questo secondo lavoro. Il sound fresco che caratterizza tutto l’album, si mescola con un testo che parla della generazione sulla soglia dei trent’anni. “Come Me” denuncia la mancanza di un posto nella società della generazione degli anni ’90. Eppure il testo e gli arrangiamenti rendono evidente una spensieratezza che non appartiene a chi guarda al futuro, ma chi è ancora attaccato al passato.

I testi e gli arrangiamenti rendono evidente la spensieratezza che non appartiene a chi guarda al futuro, ma chi è ancora attaccato al passato.

Così sono i DieciCento35. Non più adolescenti, ma neanche abbastanza adulti per guardare al futuro con lo sguardo cinico di chi invece ha scavalcato quei due temibili numeri. E così è “Secondo Me”. Un album che vive anche un po’ della discrepanza tra testi ben sviluppati e che non si reggono su soluzioni semplici, e una voce che resta sui toni alti. Il calore delle voci femminili a cui siamo magari abituati oggi, è sostituito quindi dall’entusiasmo e la spensieratezza. Un’innocenza che almeno a un approccio iniziale, innalza una barriera affacciata sull’intimità della band. “Secondo Me” sembra il primo vero esordio, dove, solo dopo il primo ascolto, troviamo tutte le loro intime verità.

 

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