Ray Charles in una foto durante un suo live show
Ray Charles in una foto durante un suo live show

A 15 anni dalla scomparsa, ricordiamo l’immenso lascito di RAY CHARLES

Sono tanti i bambini speciali a cui la vita gioca brutti dispetti ma loro le fanno una sonora pernacchia. Uno di questi fu Ray Charles, al secolo Ray Charles Robinson. Fin da piccolo ha introiettato jazz e blues ascoltandolo dalla radio. Poi è stato come se il suo corpo, a partire dall’adolescenza, iniziasse a rigettarlo, dalle dita sul pianoforte e dalle corde vocali. Di certo aveva ragione Frank Sinatra su Ray Charles: era un genio del marketing. La sua immagine molto più particolare e carismatica ha saputo catturare maggiormente l’immaginario collettivo, appropriandosi involontariamente di testi e vocalizzazioni non sue. In quanti hanno sovrapposto l’immagine di Ray Charles a quella di altre voci importantissime della storia del blues?

https://youtu.be/VJXAT_t9QCI

Resta il fatto che a 15 anni dalla sua scomparsa, rimane una delle personalità più amate dal grande pubblico. Il successo della sua versione di “Georgia On My Mind” non è solo l’acme del suo successo, dimostrando di essere un ottimo rielaboratore. Dove c’era solo jazz, infatti, non ha saputo fare a meno della contaminazione. Il singolo che l’ha reso celebre fino alla fine dei suoi giorni è una canzone scritta da Hoagy Charmicheal e Stuart Gorrel. Dedicata a una donna di nome Georgia, tra le mani di Ray Charles è diventata il simbolo del superamento della condizione di apartheid dei neri della Georgia nonché inno nazionale della stessa.

La voce di Ray Charles ha interpretato i disagi del XIX secolo, come fosse un sax.

I riconoscimenti arrivano anche post-mortem. Rolling Stone Magazine lo considera decimo tra i primi 100 artisti della storia della musica. Solo 4 anni dopo la morte si piazza secondo nella classifica delle 100 voci più belle di sempre. E di certo dobbiamo a lui se certe melodie e certe sonorità sono riuscite a infilarsi anche dove il country, il soul, il blues e il jazz non erano proprio di casa. Dove non è mai arrivata l’immagine di BB King o di Luis Armstrong, sicuramente il volto di Ray Charles è rimasto indelebilmente impresso nell’immaginario del pubblico. Uomo che ci ha accompagnato per la sua musica con quasi 60 anni di attività. Ha saputo interpretare con la sua timbrica i disagi del secolo XIX, ci piace ricordarlo anche come attore in Blues Brothers.