Michael Jackson in uno scatto del 1990.
Michael Jackson in uno scatto del 1990.

MICHAEL JACKSON: “Credo che i tempi siano maturi per il primo, grande Re nero”, la lettera del 1987

Il Sun ha pubblicato una lettera di Michael Jackson, risalente al 1987, dove il Re del Pop commentava le disparità tra neri e bianchi nel mondo della musica. Era la fine degli anni ’80. La carriera di Michael Jackson era alle stelle grazie alle 45 milioni di copie di “Bad” vendute nel mondo. Il Re del Pop stava vivendo forse uno dei momenti più intensi della sua carriera artistica e della sua vita personale ma qualcosa lo turbava nel profondo. La disparità tra neri e bianchi nell’industria discografica era una delle cose che più indispettiva Michael Jackson e, nella lettera ritrovata dal Sun, si legge tutta la collera dell’artista riguardo questa situazione.

Il contenuto della lettera.

«I bianchi hanno sempre marchiato le pagine della storia con i propri eroi, mettendosi davanti ai neri. Hanno detto che Elvis era il Re del Rock, che Bruce Springsteen è il Boss e che i Beatles erano i migliori. Certo, quei ragazzi erano bravi, ma non erano più bravi dei musicisti e dei ballerini neri. Io non ho pregiudizi. Ma credo che i tempi siano maturi per il primo, grande Re nero. Il mio obbiettivo è diventare estremamente grande, potente. Voglio diventare un eroe, per mettere fine ai pregiudizi: mi farò amare da questi ragazzini bianchi vendendo più di 200 milioni di dischi. Mi ammireranno, e cambierò il mondo. Sarò il Re. Voglio che tutte le razze si amino come se fossero una sola»

Così scriveva il Re del Pop in uno dei passaggi più importanti di questa lettera che, in realtà, era già nota alle autorità americane dal 2003, quando nelle indagini sulle presunte molestie ai minori era spuntata fuori dalla corrispondenza personale dell’artista. La lettera era poi stata affidata a un amico di Michael Jackson che l’avrebbe poi consegnata al quotidiano inglese.

Michael Jackson, una delle icone del Pop

Parole molto forti, almeno per l’epoca, quando la discriminazione razziale era ancora un problema piuttosto sentito in America. Ovviamente Michael Jackson ha saputo poi fare la differenza diventando una delle icone del Pop e plasmando l’immaginario di milioni di persone in tutto il mondo.

A undici anni dalla scomparsa del Re del Pop e a trentatré anni dalla scrittura della lettera di due cose possiamo essere certi: le discriminazioni sono state (quasi) del tutto eliminate e Michael Jackson ha raggiunto il suo scopo, diventare il Re.