PUTIN censura ROCKETMAN. ELTON JOHN: «Discrimina la comunità LGBTQ»

Troppo spesso si dimentica che gli artisti sono persone. Tutto quello che confluisce nelle loro opere, qualunque sia il mezzo di espressione, è distinguibile fino a un certo punto dal vissuto. Che la Russia, da ex Unione Sovietica a oggi, abbia apprezzato e adorato la musica di Elton John non è un mistero. Ma i rigurgiti reazionari degli ultimi anni del governo di Vladmir Putin sembra abbiano portato a irrigidimenti e censure persino nella produzione cinematografica. Uno degli ultimi effetti della svolta conservatrice della Russia sono i tagli al biopic “Rocketman”, da cui sparisce ogni riferimento alla vita sentimentale del pianista.

Putin assicura ad Elton John di avere a cuore la felicità della comunità LGBTQ

Il rossobrunismo di Putin lo porta a considerare il liberalismo democratico come una posizione obsoleta che non tutela i valori della maggioranza, quelli che garantiscono una stabilità politica e sociale. Ma, ovviamente, il presidente non ha nulla contro la comunità LGBTQ, la cui felicità deve essere garantita. Semplicemente non puoi rendere parola o atto ciò che sei, chi ti piace se questo non rientra negli standard della maggioranza (n.d.r. ironia amara). Lo spauracchio utilizzato è sempre la cura dei diritti dei minori.

Elton John non ha potuto fare a meno di sottolineare l’ipocrisia dietro le dichiarazioni di Putin. 

Come potrebbe, infatti, desiderare la felicità di tutti i cittadini se poi nega a parte di loro di esprimere ciò che sono ovvero ciò che scelgono di essere? La domanda resta urgente. Eliminare David dal biopic su Elton John significa cancellare dalla rappresentazione cinematografica la persona con cui ha scelto di costruire la sua felicità. Significa passare sotto silenzio una relazione di venti anni con due figli a carico. Come si può esprimere gratitudine per le emozioni che rilascia la musica del cantautore chiudendo gli occhi sulle incidenze biografiche che dipingono l’identità artistica? Il quesito sulla distinzione della persona dall’artista resta aperto. L’intransigenza verso l’intolleranza, invece, non è questionabile.