Achille Lauro e Renato Zero.
Achille Lauro e Renato Zero.

RENATO ZERO: i settant’anni del Re dei Sorcini tra nuovi dischi e nuove generazioni di cantautori

Renato Zero in occasione del suo settantesimo compleanno ha in programma ben tre dischi di inediti che usciranno tutti entro il 2020.

L’intervista a Renato Zero

In alcune recenti interviste la stampa e gli addetti ai lavori hanno fatto notare al Re dei Sorcini come ci siano diverse somiglianze tra i suoi look del passato e quelli di Achille Lauro. Proprio parlando di questo Renato Zero ha voluto togliersi qualche sassolino nella scarpa:

«Achille Lauro riesce ad affermarsi con poca spesa, io mi sono fatto un mazzo così, ma lungi da me giudicare. Io amo tutti quelli che fanno questo lavoro a patto che non prendano per il c**o il pubblico»

Parlando sulle pagine de Il Corriere della Sera, Renato Zero ricorda con piacere il passato e la voglia di essere un artista anticonvenzionale. La sua determinazione e la sua forza di volontà lo hanno spinto a non cedere ai discografici che avrebbero preferito un look “più sobrio” e a continuare per la sua strada.
Oggi alla soglia dei 70 anni il cantante romano afferma che in giacca e cravatta non sarebbe stata la stessa cosa e nell’intervista aggiunge:

«Sono orgoglioso di esserci arrivato a 70 anni, di aver regalato brividi ed emozioni. I giovani? La facilità di visibilità che hanno oggi i ragazzi rischia di bruciarli troppo presto. Quando ho iniziato io dovevano sgomberare le piste dei locali, non c’erano palcoscenici. Sfollavano la pista da ballo e io cantavo con solo un revox, nella mia nudità coperta di piume. Non giocavo a fare il clown della situazione, io cantavo le problematiche della periferia, della borgata della gente emarginata»

Renato Zero: l’amore, la fede e la pandemia

Parlando dei tre dischi in arrivo, Renato Zero afferma che tra i brani registrati trova spazio la fede, l’amore in tutte le sue forme, la natura e il rapporto con il pubblico, elemento fondamentale della sua carriera. Ovviamente non mancano nemmeno i riferimenti all’emergenza sanitaria in corso e a come questa abbia ispirato i brani per i tre nuovi lavori del Re dei Sorcini.

Parlando proprio di come la pandemia abbia “ridisegnato” il mondo della musica, Renato Zero ha detto:

«Non si può fare la musica chiusi in una stanza, soli davanti al pc, perché così diventa un soliloquio sterile. E la facilità di visibilità che hanno oggi i ragazzi rischia di bruciarli troppo presto»

Guardando al futuro Renato Zero, al momento, è proiettato verso i nuovi dischi in uscita entro l’anno ma, anche qui, il Re dei Sorcini ha voluto togliersi qualche sfizio, lanciano una provocazione all’industria discografica:

«Lascerò la scena molto prima di quanto si aspettano questi signori. Ma a loro voglio dire che gli artisti vanno accarezzati, difesi e rispettati.
In radio non passano le mie canzoni. De André, Guccini, Lauzi, Battiato sono stati anche loro abbandonati dalle radio che non danno la possibilità di ascoltare chi in questo Paese ha cantato alto. La monnezza la lasciassero agli inglesi e agli americani che a casa loro mettono musica buona, a noi ci mandano lo spezzatino»

https://youtu.be/VQjSsCKnR94

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