Il pianista jazz Enrico Pieranunzi, stella del jazz internazionale. Foto: soukizy.com
Il pianista jazz Enrico Pieranunzi, stella del jazz internazionale. Foto: soukizy.com

TIME’S PASSAGE: il nuovo album di ENRICO PIERANUNZI gioca col mistero del tempo

Si apre con un’immagine di reminiscenze debussiane il nuovo album di Enrico Pieranunzi, “Time’s Passage”; nell’omonimo brano che dà il titolo all’album, il vibrafono, in una discesa di toni discendenti risonanti come fossero rintocchi di un orologio, accompagnato dagli arpeggi del pianoforte, prepara ad un canto soave che ci immerge nel mistero del tempo.“So ignore time’s passage / and sing your song / and go” recita il testo di questo primo brano. Il tempo è inafferrabile, ci sfugge e lo farà sempre, occorre dunque approfittare del momento per andare avanti con i nostri sogni.

In “Time’s Passage”, Enrico Pieranunzi torna a comporre affiancato dai suoi due storici collaboratori, Dedè Ceccarelli (percussioni) e Luca Bulgarelli (contrabbasso). New entries sono invece Andrea Delbucco (vibrafono) e Simona Severini (voce). Sei i brani composti dal pianista, e due interpretazioni, l’una presa in prestito da David Mann e Bob Hillard e l’altra da Arthur Hamilton e Johnny Mandel. Se con “Biff” e “Perspectives” i musicisti danno il via libera alle loro improvvisazioni, nei brani accompagnati dalla voce di Simona Severini ci trasportano nelle intime riflessioni, appunto, sull’importanza del qui ed ora.

L’inafferrabilità del tempo, in “Time’s Passage”, è esplorata nei brani originali composti da Enrico Pieranunzi, autore di testi e di melodie sognanti e seducenti

Dopo lo “scoccare” di “Time’s Passage” in apertura, anche con il frizzante “Valse pour Apollinaire” rimaniamo in ambito francese; in omaggio al poeta metafisico degli anni 20. “A nameless gate” e la delicata “The Flower” hanno invece il sapore di due ballads introspettive. La prima è un invito ad andare avanti con i nostri sogni aprendo una “porta che non ha nome”. La seconda ci spinge a cogliere piccoli dettagli di bellezza che la fretta e la voracità della vita quotidiana non ci permettono di vedere. Il passaggio del tempo, In “Time’s Passage”, è un gioco in cui l’ispirazione di Enrico Pieranunzi si mescola agli elementi del jazz più classico; senza perdere il gusto per nuove idee.

“Time’s Passage” è una carrellata di colori pastello, dall’effetto un po’ rétro, ma capace di incantare per la sua duplice combinazione di leggerezza e profondità

Così, con alle spalle una carriera costellata di collaborazioni e riconoscimenti internazionali, Enrico Pieranunzi si conferma ancora una volta un capacissimo autore di testi e melodie accattivanti che catturano l’orecchio, seducendolo. Allo stesso modo la voce di Simona Severini, posata ed equilibrata, ci trasporta in un mondo sognante (contribuisce a questo anche il vibrafono di Andrea Delbucco); o meglio, in un tempo fermo, immobile, interno, ripiegato in sé stesso. Le improvvisazioni dell’ensemble danno prova di un virtuosismo moderato che, nella disposizione delle tracce, è funzionale a favorire la scorrevolezza d’ascolto. “Time’s Passage” è una carrellata di colori pastello, dall’effetto un po’ rétro, ma capace di incantare per la sua duplice combinazione di leggerezza e profondità.