Amadeus durante la 70esima edizione del festival di Sanremo – 4 febbraio 2020.
Amadeus durante la 70esima edizione del festival di Sanremo – 4 febbraio 2020.

SANREMO 2021, una nave per contenere il pubblico dell’Ariston. Scoppia la polemica

Nei giorni passati si era rincorsa in rete l’ipotesi di mettere il pubblico del Festival di Sanremo in “quarantena” dentro una nave da crociera in attesa del Festival. L’idea nasce, ovviamente, per far fronte all’emergenza sanitaria in corso. Evitare, quindi, di riempire l’Ariston col pubblico, oltre che con lo staff, la stampa e i cantanti.

Sanremo 2021, le dichiarazioni di Michele Anzaldi.

Ovviamente non sono mancate nemmeno le polemiche per questa bizzarra soluzione. Sui suoi social il il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, ha chiesto chiarimenti:

«Mentre da mesi tutti i teatri e i musei sono chiusi, mentre i concerti sono vietati da tempo e c’è l’intera industria culturale in ginocchio, la ricca Rai, l’unica azienda in Italia che non ha problemi di bilancio perché è mantenuta dai soldi del canone degli italiani, vorrebbe avere una corsia preferenziale per Sanremo, aggirando la legge con una dubbia operazione che porterebbe centinaia di persone all’Ariston come pubblico. La conferma data alla stampa che si starebbe pensando ad una soluzione del genere è gravissima, è urgente che arrivino chiarimenti in commissione di Vigilanza. Il presidente Barachini pretenda trasparenza dai vertici del servizio pubblico»

Il post di Michele Anzaldi è lunghissimo e continua con toni decisamente polemici contro i vertici della Rai:

«Si pronuncino il Comitato tecnico scientifico e il ministero della Sanità. Chi garantisce che spostare ogni giorno centinaia di persone dagli alberghi o da una nave non metta a rischio la salute degli italiani? Chi garantisce che il Festival non diventerà un maxi cluster di contagi? Davvero il Festival di Sanremo è l’unico evento televisivo e musicale nel mondo che può permettersi di non rispettare le restrizioni anti covid? Il mondo intero ha dovuto anticipare la messa di Natale e la nascita del Bambinello, ma la Rai non può rinunciare alla sua Spendopoli? Quanto costerebbe un’operazione del genere?»

La decisione di questa “nave contenitore” arriva come una copia di quanto fatto negli USA per permettere la conclusione del campionato NBA.

La soluzione italiana al Festival di Sanremo 2021

La soluzione italiana comprenderebbe una nave messa a disposizione da Costa Crociere; tamponi a tappeto per le 400 persone tra pubblico e staff e una quarantena fino al 2 marzo, il giorno in cui dovrebbe iniziare il Festival di Sanremo. Lo stesso giorno le persone verrebbero fatte sbarcare dalla nave e con appositi pulmini portati all’Ariston per tutte le serate del Festival.

La decisione è controversa ma potrebbe essere una valida alternativa al pubblico virtuale o all’Ariston vuoto, ma comunque ha generato dubbi e polemiche. Non sono mancate nemmeno le dichiarazioni del Sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, che in un’intervista ha commentato la cosa come:

«Uno schiaffo alla città e alla sua economia. Contatterò la Rai per capire se davvero intende percorrere questa strada, spero che l’ipotesi così come è nata all’improvviso, svanisca altrettanto velocemente. Una simile soluzione mi sembra proprio l’ultima a cui ricorrere. Lo stesso risultato, cioè salvare lo spettacolo garantendo la presenza di quanti più spettatori possibile all’Ariston, nel rispetto delle norme anti-Covid, lo si può ottenere senza danneggiare gli alberghi e quindi l’intera economia cittadina. Ad esempio concentrando le persone che potranno seguire le serate festivaliere in teatro, dal 2 al 6 marzo prossimi, in due o tre grandi hotel cittadini, con cui concordare, assieme anche all’Asl, tutte le possibili precauzioni, a cominciare da tamponi quotidiani. La stessa cosa si può fare per quanto riguarda il percorso protetto da individuare per trasferire gli spettatori dagli alberghi all’Ariston e poi riportarli in hotel, considerando che i furgoni entrano nel parcheggio interno sul retro del teatro»