I Rumori Sospetti nascono in Toscana nel 2012
I Rumori Sospetti nascono a Firenze nel 2012 durante una cena improvvisata davanti a un panino col salame, una chitarra gipsy e un bicchiere di rosso.

RUMORI SOSPETTI giungono dalla Toscana, tra jazz, folk e cantautorato italiano

Un altro debutto nella scena folk italiana, una piacevole sorpresa, tra bossa nova, jazz e cantautorato, ed una delicata strizzata d’occhio alla nostrana musica popolare. La band toscana Rumori Sospetti esordisce con un album omonimo, in dodici tracce eterogenee, ricche di contrapposizioni, che raccontano semplicemente di vita e di storie. Allora possiamo trovare strani personaggi che, dalle strade di una Firenze spettatrice interessata e colpevole, svelano segreti e raccontano con sincerità momenti delle proprie esistenze. Oppure improbabili ubriaconi dai pensieri annebbiati dall’alcool bevuto, o anche prostitute e vecchi seduti al bar, ognuno con la propria verità, con la propria storia. Tutte da raccontare, facenti parte di una somma, costituita da mille vite che si intrecciano, fondendo sotto l’unico cielo pieno di nuvole barboni e professori. Ed ecco che “Piero L’Alcolista” racconta di non bere più da un anno, professando la sua sincerità, anche nel confessare i suoi amori a pagamento.

La band toscana Rumori Sospetti esordisce con un album omonimo, in dodici tracce eterogenee

Dalle parole del “Clochard” che si sente il principe del rione si percepisce tutta l’umiltà di chi dorme sotto le stelle, o davanti la cattedrale. Sotto il suo tetto fatto di cielo ci siamo anche noi. Mentre accettiamo quel goccetto che ci offre l’uomo della strada, regalandoci le proprie emozioni. Tra dolci ballate continuiamo il giretto tra le strade e ci accorgiamo di quanto è bella “Firenze A Quest’Ora”. Dagli Uffizi a Piazza della Signoria. E nemmeno ci spaventa, in questa notte speciale, camminare e sognare “Sotto La Pioggia”, continuando a danzare anche se tutti bagnati o camminando contro vento. E così, al chiarore di una notte stellata, o all’umidore di una sera di pioggia, possiamo comunque affidarci al caldo abbraccio di un ipotetico bicchiere. Sul fondo ci si può leggere tanto, e non importa se ciò che c’è scritto è la realtà o quello che ci piacerebbe fosse scritto.

In questo disco d’esordio dei Rumori Sospetti c’è tanto da raccontare ancora, oltre le storie che contiene

Alla fine della fiera, quello che conta è il profumo della nostra anima, e non importa se si è clochard, ubriaconi, giovani, vecchi o prostitute. Quello che conta veramente è quello che senti dentro di te, e ciò di cui senti il bisogno di raccontare, senza veli e senza bugie. In questo disco d’esordio dei Rumori Sospetti c’è tanto da raccontare ancora, oltre le storie che contiene, in cui ognuno di noi può aggiungere qualcosa. L’album dei Rumori Sospetti è frutto di tre anni di duro lavoro, chiusi in studio, e viene presentato con il primo singolo estratto, “Piero L’Alcolista”.